lunedì 17 agosto 2015

Recensione: Il Giallo di Ponte Vecchio


Salve a tutti miei cari lettori!!
Dopo la pausa per il week-end di ferragosto, (che è stato comunque accompagnato da splendide letture!),  eccomi qui pronta a recensire un nuovo libro.                                                                        
Il romanzo in questione è “Il Giallo di Ponte Vecchio”  di Letizia Triches una scrittrice romana della quale mi è piaciuto il modo di creare la trama! Vorrei sapere come ha fatto ad immaginare tutta questa serie di eventi! Veramente sublime! Sebbene l’inizio sia andato  un po’ a rilento, a poco a poco è stato impossibile  smettere di leggere! Credetemi volevo arrivare alla soluzione del caso!                                                                                             
Ci troviamo nella Firenze del 1987, la Firenze della borghesia, dove le famiglie di un certo rango vive tranquilla, tra eventi culturali ed mondani.  È qui che vivono Giuliano Neri, uno dei migliori restauratori della città, Lapo Treschi, giudice  di polizia dai modi raffinati, e Fabio e Paolo, due giovani restauratori che entreranno nelle grazie di Giuliano, il quale prenderà molto a cuore i due giovani, e ai quali cercherà di tramandare il suo sapere portandoli a lavorare nel suo laboratorio.
Giuliano e Lapo sono amici da molto tempo, ed è per questo che Lapo chiede al suo vecchio amico di aiutarlo nelle indagini di un caso molto importante. Firenze infatti è minacciata da un killer, che da anni uccide giovani  prostitute in modo orribile, infierendo post mortem e lasciando dei segni apparentemente senza un senso preciso. Il giudice Treschi è convinto che i delitti delle giovani siano legate da qualcosa, ed è trovando la chiave per risolvere questo mistero che arriverà all’assassino!
La domanda potrebbe sorgere spontanea, che cosa può saperne mai un restauratore di metodi per scovare un killer? Ammetto che anche io all’inizio mi sono posta la stessa domanda, ma credetemi, il mestiere del restauratore ha fatto raffinare i sensi, e Giuliano fin dall’inizio si dimostra determinante per trovare indizi e piste tralasciate dagli inquirenti.
Giuliano, all’inizio un po’ restio nell’accettare la proposta dell’amico, poco per volta ne viene risucchiato, facendo diventare la risoluzione del caso una vera e propria ossessione. Questo lo fa allontanare sempre di più dalla sua famiglia, dove i problemi, inizialmente lievi, sembrano ingrandirsi a vista d’occhio. Tuttavia se la famiglia ne risente, il suo lavoro continua ad essere coltivato con la passione di sempre, soprattutto ora che ha messo le mani su un’incredibile tela del famoso pittore Rosso Valentino. Portarlo alla sua vecchia gloria è l’obiettivo principale, e Fabio e Paolo affineranno le loro tecniche lavorando con il loro maestro nella restaurazione della tela. Ma un altro mistero è dietro l’angolo, il quadro cela in se qualcosa, un messaggio, la figura che rappresenta nasconde un messaggio?                                                                                                                            
I mesi passano, e le indagini procedono , tuttavia questo risveglia dei malesseri in Giuliano che sembrano aumentare ogni volta che scopre qualcosa di nuovo sugli omicidi. Attacchi di panico che Giuliano tenta di controllare, convincendosi che solo trovando l’assassino potrà risalire alla causa del suo  malessere.  Perchè se c’è una cosa di cui non ha mai dubitato, è la familiarità che sente nei confronti dell’omicida, una perenne sensazione che lo avvolge ogni volta. Ma come per ogni cosa nella vita,  il cammino verso la verità sarà tutt’altro che privo di ostacoli! Giuliano infatti sembra essere il principale sospettato, e questo non farà altro che incrementare l’allontanamento della sua famiglia. Ma il restauratore non demorderà, continuerà il suo percorso, appoggiato dall’amico Lapo, e appunterà minuziosamente ogni sfumatura, ogni frase, pur di ricavare anche da qualcosa di apparentemente inutile un indizio.   
Chi ci sarà dietro questo apparente irrisolvibile caso?

Devo dirvi che il romanzo mi è piaciuto, anche se non posso dire di averlo inserito tra i miei gialli preferiti.  C’è stato qualcosa, che non mi ha catturato fino in fondo, un tassello mancante. Una cosa invece,  che ho molto apprezzato è stata  l’introspezione che la scrittrice ci ha fornito dei personaggi; era possibile leggere i loro pensieri, ciò che provavano e sentirsi parte integrante della trama.                                
 Il personaggio che ho adorato è stato Giuliano, un uomo coraggioso, che con le sue doti di buon osservatore è riuscito a chiudere un caso molto ingarbugliato. Nonostante le conseguenze che ha dovuto affrontare , non si è mai arreso, anzi ha aumentato la sua voglia di venire a capo della lunga matassa!
È una lettura leggera che vi consiglio, se amate un po’ di brivido e di mistero!
Chissà se riuscirete a capire prima della fine, chi è l’autore di queste morti!
Fatemi sapere che ne pensate, e..
Ci vediamo nella prossima recensione!

Vi mando un immenso bacio
-Angel

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